Jukebox
Statistics
Refer This Site
To A Friend
Home
 
IL FONDAMENTO TEORICO
IL CONCETTO DI RESTAURO
CRITERI GENERALI
INDIRIZZI DI METODO
CARTE DEL RESTAURO
CARTA CRACOVIA 2000
CARTA DEL RISCHIO DEL PATRIMONIO CULTURALE
RACCOMANDAZIONI Normal
GLOSSARIO DEI TERMINI
LEGANTI E INERTI NEL RESTAURO
I LATERIZI NEL RESTAURO
I MATERIALI LAPIDEI
RESTAURI MONUMENTALI
INDAGINI DIAGNOSTICHE
LESSICO DELLE ALTERAZIONI
UMIDITA' E DEGRADO
SISTEMI DI PULIZIA LAPIDEA
IL RILIEVO PER IL RESTAURO
MINERALI E ROCCE
MINERALOGIA - DATABASE
MATERIALI LAPIDEI ARTIFICIALI
ARCHITETTURA STORIA
BIBLIOGRAFIE
SCUOLE DI RESTAURO
SOPRINTENDENZE
FOTOTECNICHE ARCHEOLOGICHE
IL PORTALE TECNICO
I VIDEO DI ARCHEOLOGIA
I LUOGHI DELLA CULTURA ITALIANA
SERVIZI GRATUITI




I LATERIZI NEL RESTAURO LAPIDEO


  NEW! Poetry and Doll Maker with Galleries!     [Learn About Our Ecommerce]
Graphics Gallery!






ISCRIVITI ALLA MAILING LIST


Il laterizio è uno dei piu' antichi e diffusi materiali da costruzione; è composto da argilla cotta in forno a temperature che variano dagli 850 ai 1100 gradi circa. La semplicità della composizione e della lavorazione, unite alla estrema resistenza del materiale, sia sotto il profilo fisico che quello chimico, ha contribuito fin dall'inizio a farne il materiale edilizio per eccellenza.
Sono uniti nella comune denominazione di laterizio una serie di prodotti completamenti diversi fra loro, accomunati dalla stessa origine e dallo stesso processo di fabbricazione, ma differenziati dalle forme per rispondere alle diverse funzioni che il ciclo produttivo edilizio ha richiesto col tempo. Il mattone è stato il primo, ed è rimasto il principale di questi prodotti; è nato in sostituzione alla pietra ed al mattone in argilla essiccata, almeno cinquemila anni fa, e da allora è stato impiegato nella costruzione di murature da tutte le civiltà, soprattutto da quella romana che ne ha esteso l'utilizzo, codificando proprie forme ed ampliandone le possibilita' di impiego.
La forma ed i rapporti fra le dimensioni sono stati determinati da esigenze operative, prima delle quali è la necessità di creare un modulo unico di riferimento, che potesse indifferentemente servire alla realizzazione di murature con funzioni e spessori diversi, sufficientemente versatile da non dover essere adattato ogni volta in loco, come per la pietra.
La lavorazione del laterizio è profondamente mutata nel corso di questo secolo, coinvolgendo metodologie produttive, tipologie e caratteristiche dei prodotti, forzata in parte dalla evoluzione dell'industrializzazione, ed in parte dalla radicale trasformazione dei processi edilizi.

Recupero del materiale antico:
Spesso sui cantieri di restauro ci si trova nelle condizioni di dover operare sostituzioni od integrazioni nella cortina muraria originale: è importante in questi casi servirsi di materiale assolutamente omogeneo con quello preesistente, possibilmente recuperato da demolizioni operate nello stesso edificio.
Troppo facilmente questa semplice norma comportamentale è stata considerata frutto di estro e stravaganza operativa da parte del progettista, aggravata dai maggiori costi derivanti dal recupero dei materiali antichi rispetto all'acquisto di laterizi moderni. Al contrario una serie di esigenze storiche, estetiche, ma soprattutto tecniche ne è alla base, e lentamente se ne diffonde la consapevolezza tra gli operatori.
Nelle ricomposizioni murarie effettuate con il metodo del cuci e scuci, ad esempio, è necessario utilizzare mattoni aventi le stesse dimensioni, per evitare che la sovrapposizione in strati, generi discontinuità nella trama e provochi scollamenti strutturali fra parti vecchie e parti nuove; la presenza di laterizi con diversa compattezza e quindi diversoo grado di assorbimento, puo' generare ulteriori inconvenienti, quali ad esmpio la diversa rispondenza all'intonacatura (effetto ragnatela), o il successivo formarsi di macchie localizzate, dovute all'infiltrazione dell'umidità di condensa.
Al contrario, è dannoso anche l'impiego di materiali antichi troppo deteriorati: i mattoni saturi di umidità possono infatti generare estese macchie di muffe e sali sull'intonaco, e laterizi compromessi fisicamente non sono affidabili quando inseriti in murature di sostegno. Nel consolidamento delle strutture portanti inoltre, l'uso di materiali e tecnologie moderne va studiato caso per caso; succede sovente che il cemento utilizzato a rinforzo di parti di fondazione in laterizio, ad esmpio, determini nuovi motivi di dissesto nelle parti rimanenti, a causa delle piu' elevate caratteristiche di resistenza.
Il recupero dei materiali deve poter essere effettuato in modo critico, vagliando con attenzione il laterizio riutilizzabile e scartando tutto quello che possa generare problemi, in particolar modo i mattoni delle fondazioni o quelli troppo esposti all'umidità: aspetto esteriore, dimensioni e colore daranno ulteriori indicazioni per la collocazione definitiva.
Se il senso della misura deve essere presente davanti al fatto tecnico, allo stesso modo non possiamo pretendere di essere completamente liberi di fronte al risultato estetico, che nei casi piu' importanti si lega alla natura storica dell'edificio.
In generale questa deve essere rispettata, lasciando che i risultati degli interventi di restauro lascino trasparire la lettura dei lavori effettivamente svolti. E' importante considerare infatti che una qualsiasi struttura architettonica è un organismo in evoluzione continua, per le diverse funzioni a cui viene destinato col tempo, per il deterioramento naturale di strutture e materiali che necessitano di continue manutenzioni, e per una molteplicità di fattori occasionali.
Chi interviene non è dunque il primo, come non sara' l'ultimo, ed è importante che chi opererà dopo di noi possa trovare traccia del nostro lavoro, in modo da valutare con precisione la natura ed i modi dell'intervento successivo.
Non deve prevalere la tendenza al rifacimento integrale, al riportare gli elementi architettonici importanti allo splendore iniziale, poichè non si genera altro che un falso: ad una persona che invecchia si puo' cambiare abito, ma non le si possono sostituire parti del corpo perchè ringiovanisca.

PATOLOGIE DEL MATERIALE

Umidità:
Causa fondamentale di questo problema è la porosità del laterizio che, per il principio della capillarità, attira dentro di sè quantità d'acqua che raggiungono il 30% del volume(tre quintali d'acqua per ogni metro cubo di muratura).
La capacità di assorbimento varia in relazione alla composizione del materiale, aumentando con i laterizi teneri e porosi, diminuendo con quelli compatti. Tali caratteristiche sono state spesso abilmente sfruttate nel passato, tanto che ad ogni materiale era affidata una precisa funzione: i laterizi piu' teneri erano inseriti nelle strutture in elevazione, mentre i mattoni klinkerizzati, o quelli ad elevata cottura, trovavano il loro impiego nelle fondazioni a contatto con il terreno.
Le macchie di umidità visibili sul paramento aumentano di grandezza nei periodi invernali soprattutto a causa dei sali minerali, che fungono da veicolo di diffusione per l'acqua, e possono essere contenuti direttamente nella composizione del mattone, oppure derivare per l'assorbimento dal terreno sottostante.
Nel primo caso la quantità e la durata del fenomeno, o la presenza di muffe e macchie, hanno solitamente carattere transitorio, e tendono ad esaurirsi in tempi relativamente brevi; nel secondo caso la diagnosi è piu' complessa, la dimensione del problema varia a seconda dei casi, ed in relazione alla natura dei sali presenti, ma risulta quasi sempre difficile da debellare. Il problema dell'umidità è comunque tale da non permettere in nessun caso l'intervento riduttivo o la misura paliativa, e richiede piuttosto un impegno organico che miri all'eliminazione delle cause alla radice.
Fra gli elementi esposti a questo rischio, il laterizio è sicuramente il piu' colpito, sia per la diffusione del suo utilizzo nella realizzazione di murature, che per la propria natura; L'acqua trova infatti il principale veicolo nella capacità fisica di assorbimento del materiale, ma è la struttura muraria nel suo complesso che è esposta al rischio e che va posta nelle condizioni di opporsi alle infiltrazioni.

Gelività:
Non si puo' considerare fenomeno a sè stante, ma diretta conseguenza della presenza di umidità nelle murature esposte al freddo invernale; gelando l'acqua aumenta di volume, provocando sfogliamenti sulla superficie del laterizio, che ne risulta di volta in volta indebolito. La gelività incide soprattutto sui laterizi di nuova produzione che, assorbendo la maggior quantità di acqua sulla superficie e lasciando piu' asciutto il nucleo centrale, provocano una pressione di dilatazione concentrata sulle sole facce esposte all'esterno, facilitando il processo di degrado.




AddFreeStats.com Free Web Stats in real-time !





Sign Guestbook

ITALIA

achille32@email.it

Domain Lookup
         www..
Get www.yourdomainofchoice.com for your site with services!




.

 
Any WordAll WordsExact Phrase
This SiteAll Sites
Visitors: 15727
Page Updated Thu Feb 22, 2007 6:46am EST